martedì 22 luglio 2014

Rubare o non rubare.... Sai dove va l'economia?

Qualche giorno fa, parlando con un importante imprenditore la cui iniziativa aziendale da lavoro a molti operai da circa un ventennio, ci ha colpiti una sua frase.

Alla domanda "Come vanno le cose in azienda?" la sua risposta è stata coincisa e frettolosa ma lapidaria e forse più densa di significati di quanto possa sembrare ad una prima superficiale analisi.
La sua risposta è stata:
"Si guadagna solo su quello che riesci a rubare....". Il riferimento alle proprie entrate in nero era evidente. E l'imprenditore con cui parlavamo è una persona dalle idee integerrime in fatto di onestà e di etica.
Possiamo immagine che se egli arriva a pensare e dire queste parole, chi abbia un livello etico più basso possa anche concepire di inoltrarsi ancor di più in trucchi e sotterfugi pur di portare a casa qualche soldo.

Sembra proprio che l'idea che per andare avanti, produrre e guadagnare di più occorra in un qualche modo truffare o ingannare qualcuno si stia diffondendo sempre più.
Ora possiamo immaginarci una storiella. Che ci può forse dare il senso di quello che sta succedendo intorno.

Immaginiamoci che il mondo non sia grande come lo è davvero ma che si riduca completamente alle dimensione di un villaggio. Abitato da un migliaio di persone o giù di li.
In questo villaggio si sviluppa tutta l'economia che esiste. Materie prime, minerali, materiali per costruire, legname, produzione agricola e allevamento animali, lavori artigianali, commercio, pesca, caccia, servizi, etc.....
Nel villaggio lavorano tutti. Esclusi quelli che fisicamente non possono (bambini piccoli e anziani + persone temporaneamente o meno temporaneamente non idonee).
Il villaggio produce ricchezza.
E in un modo o nell'altro tutti stanno bene.
Ci sono le ovvie e prevedibili differenze perchè non tutti sono abili in egual maniera a portare avanti il loro lavoro o cogliere le giuste opportunità che la vita offre proprio nel giusto momento in cui dovrebbero essere offerte.

Ma cosa succede se una minoranza di persone, invece di trovarsi una sistemazione lavorativa, pensasse di non lavorare e vivere di espedienti? Ovvero rubando a chi invece lavora?
Questi ladri potrebbero forse non apparire come tali.
Non sempre un ladro è un signore con la calzamaglia in testa che punta una pistola a qualcuno per portargli via i soldi. Questa è un'immagine molto semplice e semplicistica di cosa sia veramente un ladro.

Un ladro è qualcuno che ottiene della sopravvivenza (denaro, prodotti, benevolenza, sostegno, servizi, etc...) in cambio di niente. O in cambio di veramente, veramente, veramente poco.

Cosa succede quindi nel villaggio?
Fin tanto che chi non lavora ma vive rubacchiando qualcosa agli altri si mantiene entro un numero limitato, il villaggio può in un modo o nell'altro continuare a vivere. Anche a crescere e prosperare.
Ad esempio, in un villaggio di un migliaio di persone, un gruppo di una decina di nullafacenti, ladri o parassiti potrebbe sopravvivere "prelevando" ricchezza da loro non prodotta senza intaccare più di tanto il benessere degli altri.

Ma cosa succederebbe invece se il numero di chi vive alle spalle di chi lavora nel villaggio passasse da 10 a 100
Avendo ipotizzato 1000 abitanti in totale e se ipotizziamo che circa un terzo (330) non può lavorare per motivi di età o di salute, abbiamo che chi lavora e produce sono solo 670.
660 persone che lavorano possono mantenere i 10 (ladri o parassiti) + i 330 (non idonei) che non lavorano.
Ma se da 660, chi lavora passa a 570 e chi non lavora da 10 a 100, appare altamente chiaro che ora 570 persone che lavorano fanno fatica a mantenere 430 persone.

Così chi lavora incontra difficoltà. Fa fatica ad avere il benessere che aveva prima. Lui lavora duramente ma qualcuno, la sera, gli porta via il pescato o il raccolto. Così, mentre aspetta che chi si occupa di punire i ladri catturi i colpevoli, deve lavorare il doppio.
Ecco che anche il lavoratore più onesto può pensare che il giusto modo per superare i problemi sia quello di fare anche egli un pò il "furbetto".
Roba di poco conto.
Vendere 1 tonnellata di legna da ardere, consegnandone solo 900 kg (un furto in realtà di 100 kg di legna!). Oppure vendere come pesce fresco del pesce che fresco non è (un furto in realtà!). E via dicendo.

Cosa succede nel villaggio? La quantità di furti aumenta....... E anche chi incassa i soldi delle vendite si ritrova egli stesso ad essere truffato da qualcun altro. Ecco che il numero dei lavoratori onesti ed etici si abbassa ancora di più.

Ma ciò che bisogna tenere a mente è che proprio le difficoltà ad aumentare il numero di lavoratori etici nel villaggio è ciò che spinge anche i lavoratori onesti ad introdurre nel proprio lavoro comportamenti disonesti e non etici.

Cosa succederà al futuro del villaggio quando chi lavora onestamente si ridurrà ad una minoranza?
Una società di tutte persone oneste ed etiche sopravvivere benissimo.
Una società di tutte persone non etiche e disoneste non è neanche ipotizzabile. Si autodistruggerebbe già molto tempo prima di arrivare a quel punto.
Basta solo che le persone etiche ed oneste passino da essere una larga maggioranza ad una minoranza. A quel punto nel villaggio non si produce più a sufficienza per tutti. E il sistema collassa, dando vita ad una guerra di qualche tipo il cui unico scopo è azzerare tutto.

Bene. Il mondo è un pò come il villaggio della nostra storiella.
La situazione è altrettanto seria e drammatica.
La crisi che vediamo intorno a noi e di cui i mass-media con grande dovizia di particolari (pure troppa) ci informano, è generata semplicemente da comportamenti non etici.

Questo pianeta non soffre di problemi reali di produzione.
Non esistono reali problemi tecnologici.
Certo esiste il problema del reperimento di risorse energetiche ma il dubbio che migliori fonti di approvvigionamento energetico esistano e non vengano sfruttate esiste ed è forte.
Ma questo diventa un problema generale e che ci porterebbe lontano analizzare.

Ciò che rimane è che dipende dall'operato di ogni imprenditore e lavoratore, cambiare le cose.
D'altronde, in fin dei conti, è sempre più facile diventare più bravi e produrre di più nonostante i tanti ladri e disonesti che ci sono in giro. Sempre più facile che diventare noi stessi meno etici.

La Learning School aiuta gli imprenditori e lavoratori ad analizzare la propria attività e la propria vita per isolare i fattori non etici presenti. Fattori non etici che sono riconducibili anche ad altre persone.
Avere un disonesto o un ladro in azienda è qualcosa di molto grave che ci può far finire nei guai molto velocemente.

Chiedici maggiori informazioni.
Grazie per l'attenzione.